“E terminata l’opera

dipinse le carezze

che fulgida creatura

sempre negó; 

imprigionata e sola 

creó dolci riflessi 

e canti, feste e balli 

e amori finti 

e sogni 

ma poi ripiegó 

il capo sul petto

conscia di prigionía

e solo un suono

e poi una musica

infransero la gabbia

 e liberata fu“ 

(Anonimo)

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